Credito, Innovazione e Sostegno alle PMI: parla Michele Dioguardi, presidente di Interfidi Taranto
La transizione economica di Taranto rappresenta la vera sfida di questo decennio. Con le persistenti difficoltà della grande industria e il rallentamento del commercio tradizionale, il territorio ionico si trova davanti alla necessità vitale di tracciare nuove direttrici di sviluppo. In questo scenario, l'accesso alla liquidità diventa il motore indispensabile per la ripartenza. Ne parliamo con il dottor Michele Dioguardi, Presidente di Interfidi Taranto, per capire come il sistema del credito, le banche locali e i Confidi possano accompagnare le PMI verso il futuro.
Presidente Dioguardi, l'economia tarantina vive una fase di trasformazione. Verso quali comparti deve orientarsi oggi il nostro tessuto imprenditoriale? «La nostra città ha un bisogno vitale di diversificare le proprie vocazioni. Dobbiamo guardare con coraggio all'economia del mare, al turismo sostenibile, all'agroalimentare di eccellenza e ai servizi ad alto valore tecnologico. Sono tutti settori che richiedono una forte propensione agli investimenti e, di conseguenza, liquidità. L'accesso al credito si gioca oggi su regole profondamente rinnovate: le banche del territorio sostengono le PMI, ma chiedono maggiore trasparenza, qualità delle informazioni finanziarie e una solida progettualità.»
Spesso nel mondo imprenditoriale si critica il sistema delle garanzie, temendo che aggiunga solo costi senza sgravare realmente l'imprenditore dal rischio. Qual è la vostra risposta? «Comprendo la percezione, ma liquidare il sistema come inutile è una semplificazione estrema. Oggi, con l'intervento diretto o indiretto del Fondo Centrale di Garanzia, il quadro delle tutele è profondamente cambiato. Il valore del Fondo di Garanzia PMI è inestimabile per il nostro tessuto economico. In questo contesto, Interfidi, operando orgogliosamente come Confidi autorizzato MCC (Medio Credito Centrale), fa da moltiplicatore di opportunità. Un garante serio non si limita a intercedere, ma crea un valore tangibile. Il nostro compito è far sì che il lavoro istruttorio aiuti a presentare al meglio l'impresa, per dialogare con la banca alla pari e costruire un percorso finanziario ordinato. L'intervento del Confidi ha lo scopo di migliorare concretamente le condizioni del finanziamento, provando a ridurre i tassi ed evitare fideiussioni personali sproporzionate. Migliorare la bancabilità è un investimento strategico che apre porte altrimenti chiuse.»
Cosa intende per "nuove regole"? Come viene valutata oggi un'azienda che chiede liquidità? «Il paradigma è cambiato: non bastano più i bilanci del passato. Le banche guardano agli indicatori prospettici per la valutazione del merito creditizio. Un'azienda è considerata in "fascia verde" se dimostra un giusto equilibrio tra indebitamento e patrimonio, o quando i flussi di cassa operativi coprono ampiamente gli impegni assunti. Al contrario, si entra in una pericolosa area critica se il debito risulta sproporzionato rispetto alla reale capacità di produrre reddito. Noi affianchiamo l'imprenditore per monitorare questi parametri, correggerli tempestivamente e strutturare piani industriali sostenibili.»
Un tema cruciale per il rinnovamento del territorio è l'accesso ai fondi pubblici e lo sviluppo di nuove realtà. Come vi muovete su questo fronte? «Questo è uno snodo fondamentale. Noi promuoviamo attivamente la nascita e il consolidamento di startup innovative e di imprese femminili. Crediamo fermamente che queste realtà siano la vera linfa per svecchiare e rinvigorire il nostro tessuto economico. Molto spesso, però, per accedere a un bando nazionale o regionale, oppure per ottenere l'anticipo di un contributo a fondo perduto, vengono richieste garanzie fideiussorie che le microimprese faticano a ottenere da sole. Qui il Confidi funge da vero e proprio acceleratore: rilasciamo le garanzie necessarie per sbloccare i fondi pubblici e forniamo consulenza per l'architettura finanziaria del progetto, garantendo la solidità dell'iniziativa nei confronti degli enti erogatori.»
Per gestire tempestivamente tutti questi dati serve la tecnologia. Che supporto offrite in ambito digitale? «Oggi la tecnologia è un alleato imprescindibile. Promuoviamo l'uso di piattaforme digitali in cloud e app intelligenti per smartphone e tablet, pensate appositamente per le piccole imprese. Questi strumenti offrono una dashboard completa per gestire i flussi aziendali in tempo reale. L'imprenditore visualizza i conti integrati in un'unica vista, consulta le fatture tramite grafici intuitivi e accede rapidamente allo scadenziario. Analizzando il cash flow con proiezioni di liquidità precise, l'azienda può anticipare le esigenze future, garantendo stabilità e prendendo decisioni rapide e consapevoli.»
In conclusione, quale messaggio manda agli imprenditori ionici? «Che non sono soli davanti al rischio d'impresa. L'era attuale premia la programmazione attenta, la digitalizzazione e l'ordine finanziario. Strutturare i propri dati in maniera moderna non deve essere vissuto come un banale onere burocratico, ma come il vero passaporto per accedere alle risorse necessarie alla rinascita della propria azienda e dell'intero territorio».
