Garanzia consortile, supporto alle imprese e crescita economica Michele Dioguardi, presidente di Interfidi Scarl: «Cambia il ruolo degli istituti di credito e cala il ruolo delle offerte in un panorama sempre più complesso. Avanza il digitale, ma resta forte il legame con le banche locali, Bcc di San Marzano in particolare» Quando parliamo di supporto alla crescita economica del Paese, la concessione di prestiti da parte del sistema bancario ne rappresenta da sempre il volano, facilitando investimenti, produzione e consumo. Il credito da un lato fornisce alle imprese le risorse necessarie per investire in nuovi progetti, aumentare la produzione, innovare e generare produttività e dall’altro, attraverso forme come prestiti e mutui, permette ai cittadini di acquistare beni e servizi, stimolando la domanda. Il credito non è solo una questione tecnica, ma una leva per la trasformazione economica, sociale e industriale e rappresenta dunque un fattore strategico per la crescita economica e sociale dei territori, supportando inoltre le politiche economiche locali. Ne abbiamo parlato con il dottor Michele Dioguardi, presidente dell’Interfi di Scarl Abbiamo letto spesso di stretta del credito. Ora invece sempre più di desertificazione bancaria. Cosa ne pensa, Presidente? Nonostante i dati ad Aprile 2025 evidenzino un leggero aumento del credito concesso (soprattutto al consumo), la desertificazione bancaria però continua a rappresentare un elemento significativo delle nuove modalità e delle attuali dinamiche del sistema bancario nazionale. Accelerata dalla digitalizzazione, dalla riduzione dei costi operativi e dalle politiche di razionalizzazione dei grandi istituti bancari, si sta ridisegnando il panorama finanziario italiano, con conseguenze sempre più tangibili per imprenditori, professionisti e intere comunità. A innescarsi è un processo che porta alla riduzione delle imprese locali, sempre più in difficoltà a investire. Così i territori perdono inesorabilmente competitività. Insomma come già evidenziato in più occasioni (ed anche su questa testata), il ruolo delle banche come intermediari del credito produttivo sembra apparire sempre più marginale: Le banche insomma sembrano non fare più le banche, creando un vuoto di offerta in cui, ad esempio, si sono inserite le Fintech (Banche digitali) che però chiaramente non tengono conto delle diverse esigenze di ciascun territorio. Interfidi è stato tra i primi Confidi a siglare una partnership con Banca Aidexa, la cui proposta iniziale era caratterizzata sì da erogazioni rapide (con garanzia diretta dello Stato) ma con periodi di ammortamento fino ad un massimo di 48 mesi, troppo brevi per le esigenze della maggior parte delle realtà imprenditoriali del nostro territorio. Inoltre il nostro compito era limitato al collocamento del prodotto e alle segnalazioni di aziende potenzialmente interessate a questa nuova modalità di concessione di credito. Da qualche mese invece stiamo seguendo l’evolversi di un nuovo progetto che vede sempre Aidexa erogatore ma con tempi di rimborso più lunghi e che riporta il Confidi al centro di tutto processo in qualità di garante e controgarante delle operazioni concesse, dall’iniziale fase istruttoria della pratica fino al monitoraggio dei pagamenti. Questo cambio di vedute è un esempio di come sia fondamentale che i Confidi tornino a fare i Confidi, grazie al proprio caratteristico radicamento nel territorio di appartenenza e, adeguatamente supportate dalle banche del territorio, tornino a riprendersi e rafforzare il ruolo di intermediario tra Banche e Imprese e farsi promotore di quella funzione sociale oramai abbandonata dal sistema bancario nazionale. Qual è invece l’atteggiamento delle Banche del territorio? Le banche del territorio sono quelle caratterizzate da un radicamento locale, che operano in un specifica area geografica, creando un forte legame con la comunità locale. Il loro obiettivo primario è soddisfare le esigenze finanziarie della comunità, attraverso servizi e prodotti specifici per le famiglie, le imprese e le attività locali. Le risorse raccolte attraverso i depositi vengono utilizzate per finanziare progetti e iniziative locali, contribuendo allo sviluppo economico e sociale dell'area e, così come i Confidi, instaurano rapporti di fiducia e collaborazione con i propri soci e clienti, creando un legame solido e duraturo. Ed è proprio alla luce di queste considerazioni che nelle ultime settimane stiamo raccogliendo i frutti di un lavoro di backoffice, fatto di analisi e di numerosi incontri con le BCC, in particolar modo con la Banca di Credito Cooperativo di San Marzano di San Giuseppe, con cui la collaborazione procede spedita e si evolve, in relazione alle possibilità di supporto alle imprese che lo Stato (attraverso il Fondo di Garanzia) dà al binomio Banca-Confidi. Che intende per Binomio? In passato, il razionamento del credito ha colpito in modo più marcato le piccole e medie imprese (PMI) a causa del loro maggiore indebitamento e minore redditività rispetto alle grandi aziende. Per far sì che il credito torni a svolgere una funzione propulsiva, è necessario uno sforzo congiunto tra banche più coraggiose e soggetti garanti come i Consorzi fidi, alò fine di stimolare le imprese ad investire grazie ad un contesto normativo favorevole. Mi riferisco ad esempio al riconoscimento di Interfidi quale Soggetto Garante Autorizzato Mcc, elemento che fornisce un importante valore aggiunto alla sua intermediazione nelle operazioni erogate dalla Banca, sia a favore della Banca stessa che delle imprese, in termini di importi erogabili, rischi assunti, tempistiche, accantonamenti. Fino a pochi anni fa l’impiego della garanzia consortile ha rappresentato un passaggio imprescindibile per la maggior parte delle Pmi interessate ad accedere al credito bancario. Un canale facilitato sia dalle associazioni di categoria che dalle stesse banche, grazie al valore percepito dalle stesse in termini di aumento del volume garanzie connesse all’operazione e successivamente anche dalla controgaranzia prestata dal Medio Credito Centrale. Il confidi dava la possibilità di ottenere più facilmente esiti positivi a condizioni migliori dei quelle proposte dal mercato. Poi cosa è successo? Conosciamo la storia recente. La possibilità di accesso alla garanzia diretta al Fondo per le banche, grazie alle misure straordinarie applicate dal Governo a causa del propagarsi della Pandemia Covid, ha chiaramente quasi del tutto annullato il valore della garanzia consortile, privandola dei vantaggi potenziali e riducendola quasi esclusivamente ad un costo aggiuntivo a carico delle imprese, già vessate da una situazione economico-sociale particolarmente difficile. Restare a galla non è stato facile. Riproporsi sul Mercato ancora di più. Dal 2020 si è perso per strada quasi il 10% dei Confidi italiani, dato relativo quasi esclusivamente ai confidi minori. Ma grazie alle performance ottenute negli anni passati, all’importante livello di patrimonializzazione raggiunto e al rapporto di fiducia mantenuto con i nostri associati, siamo riusciti a superare le criticità degli ultimi anni, adoperandoci anche nel fornire servizi aggiuntivi quali fideiussioni, attestazioni di capacità finanziaria e la gestione in avvalimento delle garanzie sui fondi Por 2014-2020, grazie al contratto di rete con Confeserfidi, uno dei maggiori Confidi maggiori italiani, aspettando un miglioramento delle condizioni economiche per rilanciare il valore della nostra garanzia consortile. Dal 1 Gennaio 2025 grazie alle nuove disposizioni del Fondo di Garanzia stiamo cercando di ritornare al centro della scena, far riemergere lo scopo mutualistico che ci contraddistingue, rappresentare realmente un valore aggiunto per tutte le imprese che richiedono l’accesso al credito bancario. Ma la garanzia diretta del Fondo esiste ancora. Le imprese che non presentano problemi di garanzie patrimoniali o reddituali perché dovrebbero necessitare della vostra garanzia e non avere un rapporto diretto con la banca? In linea generale si è sempre pensato che la maggior parte delle imprese supportate dalla garanzia consortile fossero quelle in difficoltà, con bilanci negativi e in condizioni border line da un punto di vista di merito creditizio. Ma la realtà è un’altra. Il nostro metodo di valutazione è assolutamente allineato ai parametri imposti dal Medio credito centrale oltre a quelli utilizzati dalle banche per procedere all’istruttoria. Ci sono alcuni kpi (Key Performance Indicator) ed altri indici analitici che rappresentano il punto di partenza di una qualsiasi valutazione economico-finanziaria e che chiaramente anche i Confidi non possono non considerare. Al di là del fatto di preservare il nostro patrimonio, sarebbe assolutamente controproducente valutare positivamente la richiesta di un’azienda evidentemente in crisi e che nessuna banca potrebbe mai finanziare. Ma allo stesso tempo cerchiamo di andare oltre un giudizio statico. Cerchiamo di valutare le prospettive di crescita, ascoltiamo attentamente le esigenze di ciascun cliente, proponiamo la forma tecnica più consona alla specifica situazione, procediamo nell’istruttoria in assoluto parallelismo con l’istituto di credito. Potremmo raccontare decine di storie di successo dei nostri associati. Aziende in difficoltà che grazie al nostro supporto hanno risalito la china e che adesso performano con grandi risultati; ma anche aziende che hanno compreso da subito il valore aggiunto del nostro sostegno e che, grazie alle condizioni migliorative applicate, hanno soddisfatto le proprie aspettative e persino risparmiato sul totale del costo del denaro prestato dalla Banca. Risparmiato? Ma la garanzia ha un costo! Le faccio solo un esempio: un tasso migliorativo di appena 1 punto e mezzo, calcolato su un mutuo di 50.000€ in 7 anni, permette di ottenere una riduzione del costo del denaro di oltre il 20%. Le assicuro che il costo della nostra garanzia viene abbondantemente assorbito in quel 20%. Sempre in stretta collaborazione con la BCC di San Marzano abbiamo da poco attivato nuove condizioni decisamente competitive su diverse forme tecniche sia a breve che a medio/lungo termine, con l’obiettivo di sostenere realmente le imprese e far comprendere che la Garanzia Interfidi rappresenta una reale opportunità e non un mero costo accessorio come quelli già previsti nelle istruttorie delle operazioni di finanziamento. Un reale valore aggiunto quindi. Una vera opportunità. Quali vantaggi ci sono al momento? Tramite il Confidi le banche possono ottenere una garanzia all’80% anche per operazioni di liquidità, in luogo del 50% ottenibile tramite garanzia diretta; Le imprese che presentano dati andamentali al limite della valutazione del merito creditizio applicato dalle Banche, possono essere controgarantite all’80% e fino a 100.000€ senza valutazione da parte del Fondo centrale (in luogo dei 40.000€ ottenibili in garanzia diretta) generando un risparmio di tempo e di costi; Inoltre garantiamo le Start-up con le stesse condizioni applicate nei casi precedenti non solo per la finalità di investimento ma eventualmente anche per richieste relative al circolante, liberandole dall’obbligo dell’apporto dei mezzi propri del 25% e semplificando e non poco il lavoro delle banche relativamente alla gestione del caricamento della pratica sul portale del Fondo di Garanzia. Insomma….Provare per credere Da sempre siamo a completa disposizione di tutte le imprese del territorio, anche e soprattutto in un momento storico davvero molto particolare come quello che stiamo vivendo. Siamo convinti di poter realmente sostenere le imprese, guidandole in un percorso più sicuro e assistendole da vicino, puntando sul rapporto umano, sulla fiducia e sulla collaborazione di tutti gli stakeholders impegnati nel processo di accesso al credito.
